Abstract:
Nel 2026 l'intelligenza artificiale ha smesso di limitarsi a rispondere: ora agisce. Il talk parte da questa differenza — un chatbot risponde, un agente riceve un obiettivo, sceglie strumenti, esegue e verifica — per raccontare che cosa cambia davvero quando l'IA prova a concludere il lavoro da sola, non solo a descriverlo. I dati di mercato mostrano una delega in crescita rapida (fino a 108 volte più utenti attivi in area legale rispetto a febbraio), ma adozione non è sinonimo di valore: uno studio controllato METR del 2025 ha misurato sviluppatori esperti impiegare il 19% di tempo in più con l'IA, pur percependosi più veloci — un promemoria su quanto sia difficile misurare la produttività reale. Con l'AI Act pienamente applicabile dal 2 agosto 2026 e i rischi concreti dell'autonomia obiettivi dirottati, strumenti usati male, privilegi eccessivi, errori a cascata, secondo la OWASP Top 10 per applicazioni agentiche), l'intervento propone un modello di governance minimo ma operativo: identità, minimo privilegio, approvazione umana, tracciabilità — riassunto nel principio least agency.
La parte finale è pratica: una formula concettuale per il valore netto di un agente e una checklist a cinque domande da usare prima di collegare l'IA a un processo reale. Non un manifesto contro l'intelligenza artificiale, ma un invito a innovare sapendo esattamente che cosa si sta delegando.
Vuoi saperne di più? Allora registrati a questo webinar (valido per 1 PDU, 1 CPD e per un credito formativo per la certificazione CEPAS SCH174 - PS: i soci GUFPI-ISMA 2026 possono richieder un voucher gratuito per la registrazione all'esame)
Benefici:
Capire quando un agente AI crea davvero valore (e quando no)
Ridurre i rischi dell'automazione intelligente
Acquisire strumenti immediatamente applicabili
Presentatore:
Biagio Nocito